fbpx
image

ESTASI: Il significato dell’album di Giovanni Allevi

musica

Estasi: brani e il significato

Se esaminiamo la parola èxstasis in greco antico significa letteralmente “stare fuori”, uscire fuori dalla nostra dimensione per osservare in prospettiva.

Durante la pandemia, siamo stati tutti portati ad un allargamento degli orizzonti mentali verso nuovi orizzonti, passioni inesplorate ed intuizioni particolarmente distanti dal nostro quotidiano.

A seguito di questa osservazione penso che il tema dell’estasi dovrebbe tornare nell’immaginario collettivo come un un argomento che vale la pena di approfondire, una dimensione dello spirito condivisa dalla collettività, proprio perché fisicamente siamo stati costretti da un’esperienza opposta e contraria. Siamo stati tutti reclusi senza possibilità di comunicare, muoverci ad abbracciarci. In questo stato non ti resta che elevarti ed immaginare…

L’estasi è la fase più sublime dello stato dello spirito ma per raggiungerla dobbiamo esserne particolarmente predisposti e pronti per accoglierla.

Ricordo che un anno fa intrapresi un viaggio verso Roma, colto da un intento puramente turistico e casualmente mi sono imbattuto nel opera di Santa Teresa D’Avila del Bernini introdotto da Padre Giuseppe che con estrema cura mi ha spiegato i significati nascosti che l’autore ci voleva comunicare. La statua come tutti sappiamo ritrae la giovane Santa Teresa che è stata appena trafitta da una lancia sostenuta da un un angelo e nel volto della Santa è possibile osservare un’ espressione mista tra il dolore, il piacere e lo smarrimento mentre l’angelo le sorride beffardo quasi a volerle dire che è impossibile essere immune dall’amore.

Queste sono riflessioni molto profonde che riguardano la nostra natura umana… quante volte mettiamo da parte l’amore e non lasciamo che ci travolga perché abbiamo paura di perdere il controllo?

Ho iniziato a suggestionarmi anche a partire da queste considerazioni, ho avvertito un forte capogiro, il respiro che mi mancava e poi mentre tornavo in hotel ripensando a quel momento ho imboccato una strada in discesa ma già sentivo quasi di non toccare terra…Sono svenuto e l’ultima immagine che ricordo è quella di una giovane donna che sul marciapiede mi ha chiesto l’elemosina in inglese. Le mie capacità mentali erano già compromesse, ho preso il portafoglio e le ho dato tutto quello che avevo comprese le ricevute dei taxi ma oltre questo non ricordo nient’altro.

 

Ho riaperto gli occhi e mi sono ritrovato al centro di Piazza Barberini sdraiato per terra su di un fianco con una costola rotta e dei passanti, a cui sono grato, che cercavano di aiutarmi a risollevarmi. Ero per terra in preda a delle visioni e non riuscivo a riprendere il controllo della realtà circostante.

Era tutto surreale, è stata un’esperienza inaspettata che mi ha segnato.

Da allora ho avuto un’unica ossessione, raccontare in musica questa esperienza, per poterla condividere al di là delle parole, perché solo le note possono riportarne il senso profondo. E dedico le note di questo viaggio interiore ad uno scultore pazzo, che vive da più di 400 anni.

A proposito di “Kiss Me Again”, in questo momento sono molto affezionato a questo brano perchè è stato il primo che ho scritto durante la pandemia e risente della duplicità del sentimento che tutti quanti abbiamo provato. C’è un’inquietudine per il futuro, l’incertezza ma al tempo stesso la speranza in un mondo più bello, che si sta avvicinando. Io sono convinto che si stia avvicinando un mondo più bello.

All’interno del brano ci sono due momenti in cui l’anima vacilla, poi musicalmente si rendono attraverso l’irrompere della dissonanza all’interno di un discorso che invece è cristallino.

Mi sto accorgendo che “My Angel”, questo brano oscuro, estremamente malinconico, estremamente diradato, dedicato all’angelo custode che può essere una figura magari nell’aldilà che ci protegge oppure può essere un mentore, una persona che per noi è stata importante ed è importante con le persone che noi riconosciamo perchè hanno un bagliore particolare negli occhi, sembra vada a toccare proprio in profondità il cuore della gente.

A differenza di tutti gli altri, “Estasi” è il brano che inizia con il buio, è il brano che conclude la ricerca musicale ed interiore. Questo viaggio interiore verso l’estasi. Ma a differenza degli altri brani, si apre con atmosfere cupe perchè ho capito che non potevo raggiungere l’estasi, non potevo raggiungere la luce se non passando attraverso il buio, l’inquietudine. Allora utilizzo la tecnica della politonalità, che è un aspetto proprio tipico di Maurice Ravel, questo compositore straordinario. Però poi dal buio c’è qualcosa che cerca di uscire, cerca di emergere e che arriva alla luce. Un brano che ci trasporta tutti in quella dimensione intrappolata di mezzo tra la terra e il cielo, in questo smarrimento.

Il brano “Our Future” ha avuto l’onore di essere presentato in prima mondiale durante la Cop26, che è la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Questo brano vuole raccogliere i sogni, le speranze di tutti quei ragazzi, quei giovani attivisti che stanno lottando per costruire un mondo più bello e più pulito. Voglio manifestare attraverso queste note la mia vicinanza.

I Need Your Love” è un brano dedicato all’amore. C’è un canto filosofico dietro questo brano, che può essere ricondotto alla definizione de “l’altra parte di me” : secondo la mistica antica c’è un’anima del mondo che è universale, poi all’interno delle singole persone quest’anima si spezzetta e allora noi nasciamo con la nostalgia di ritrovare l’altra parte di sè. Noi certe volte la incontriamo, magari per caso, ed è drammatico l’incontro con l’altra parte di noi perchè improvvisamente senti una nostalgia, senti qualcosa che ti manca. Ecco allora “I Need Your Love”: ho bisogno del tuo amore, ho bisogno di ricongiungermi con l’altra parte di me, che magari però ha preso altre vie.

Ho ricevuto diversi commenti relativi a “Lucifer”, il più bello degli angeli che però ha perso il suo status ed è caduto dal cielo… spesso intorno a noi c’è la desolazione, una cieca impossibilità nel realizzare i progetti che contano, c’è il giudizio senza analisi, il pregiudizio e la cattiveria e spesso lottiamo per quella scintilla divina interiore che non si spegne mai.

In realtà il dramma di Lucifero è quello di tutti noi ma qui subentra l’elemento sovversivo dell’album Estasi che invece rappresenta la volontà di reagire e guardare oltre.

Link alla discografia

← Indietro