Quando il M°Giovanni Allevi presenta un brano nuovo non si tratta mai di un semplice studio discografico: è un atto di condivisione, un messaggio che investe l’ascoltatore nella dimensione umana prima ancora che in quella artistica. Con “Nostalgia”, estratto dal concerto MM22 per violoncello e orchestra d’archi, si apre un capitolo profondo del percorso creativo del Maestro.
“Nostalgia” è un adagio cantabile tratto dal concerto MM22, che l’artista ha concepito come un vero e proprio diario in note della sua esperienza con la malattia.
Il titolo MM22 richiama il mieloma multiplo e l’anno, una scelta che rende esplicito il legame fra sofferenza personale e opera musicale.
“Ho trasformato in musica tutte le emozioni che ho provato durante la degenza: angoscia, paura, attesa, nostalgia, speranza, luce”
dice il compositore stesso, delineando la tensione spirituale e la metamorfosi emotiva che animano l’opera.
“Nostalgia” è considerato come il primo vero “singolo” di musica classica, un concetto che vuole portare il mondo classico nel paradigma contemporaneo dei singoli digitali.
La pubblicazione digitale è avvenuta il 2 giugno 2025, anticipando l’uscita completa del concerto in autunno e il suo debutto dal vivo alle Terme di Caracalla a Roma il 20 giugno 2025.
Il brano si apre con otto battute dissonanti di introduzione, un inizio che può disorientare, che “parte nel buio” prima di spalancarsi al cuore emotivo.
Questa parte iniziale gioca con l’ombra, l’incertezza, il dolore, quasi come la musica stesse cercando una via per giungere alla luce. Poi, gradualmente, la melodia si distende, l’armonia si schiude e l’orchestrazione accompagna l’ascoltatore verso una dimensione più lirica e meditativa.
L’equilibrio tra dissonanza e consonanza, tra silenzio e svolgimento melodico, è una delle chiavi interpretative: la nostalgia non è solo rimpianto, ma è anche ponte verso un presente che cura e trasforma.
Il videoclip ufficiale di “Nostalgia” è stato girato in Basilicata, scegliendo location evocative come i Sassi di Matera, la Murgia lucana e il Teatro Stabile di Potenza.
L’uso di paesaggi rupestri, luci naturali, silenzi e spazi sospesi crea un dialogo visivo con la musica: l’antico incontra il contemporaneo, la pietra diventa risonanza, la memoria diviene spazio poetico.
La Basilicata, con la sua connotazione simbolica di luogo arcaico e radicato, assume un ruolo da protagonista. Il progetto, supportato da Regione Basilicata e Apt, racconta l’arte come ponte fra identità locale e linguaggio universale.
“Nostalgia” è molto più di un brano strumentale: è un percorso interiore. Il Maestro Allevi non nasconde che il brano nasca nelle stanze d’ospedale, in momenti di dolore estremo, paura e solitudine.
In quell’esperienza, la musica diventa terapia, manifestazione di ciò che non può essere detto a parole. L’obiettivo: trasformare la sofferenza in luce, l’oscurità in apertura verso l’alto.
Al di là del racconto autobiografico, “Nostalgia” invita ogni ascoltatore a incontrare il proprio tempo interiore: a fermarsi, ascoltare, ricordare, ricominciare. In questo senso, la nostalgia non è un’emozione passiva, ma un atto creativo.
“Nostalgia” non rimarrà un’esperienza soltanto digitale: verrà eseguito nei quattro concerti-evento estivi del tour Musica dall’Anima, che farà tappa a Roma (Terme di Caracalla, 20 giugno), Taormina (5 luglio), Venezia (8 luglio) e Firenze (19 luglio).
In queste serate, il Maestro Allevi presenterà la prima parte con i suoi brani più noti per pianoforte solo, quindi eseguirà l’opera MM22, del quale “Nostalgia” è cardine.
“Nostalgia” del compositore classico ribelle Giovanni Allevi è un’opera di densità emotiva e architettura musicale raffinata: un ponte tra l’esperienza umana e la forma classica. In un’epoca in cui la musica si consuma rapidamente, questo brano ci invita alla lentezza, allo sguardo interiore, alla memoria.
Attraverso il concerto MM22, la sua diffusione digitale e le esibizioni live, Giovanni Allevi traccia un percorso coerente che coniuga racconto biografico e universalità artistica. Ascoltarlo è partecipare a una dimensione che tocca corde profonde e che rimane, ben oltre la nota finale.