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L’EQUILIBRIO DELLA LUCERTOLA

pensiero-di-giovanni-allevi

La storia del libro “L’Equilibrio della lucertola”

Un giorno mi sono accorto di non riuscire a stare su un piede solo per più di pochi secondi. Da lì, la consapevolezza di aver perso l’equilibrio su tutte le sfere della mia vita.

Ansia e panico si erano fatte insopportabili.

Ho attraversato allora, su un’isola dell’Atlantico, un periodo di totale distacco dal mondo, per dedicarmi alla corsa e a piccoli esercizi mattutini di equilibrio. Dopo ogni esercizio, annotavo le intuizioni filosofiche che mi suggeriva, ed è stato così che ho iniziato a scrivere questo libro folle. L’ho scritto di getto, senza sapere dove mi stesse conducendo.

Durante la corsa, tutti i giorni sempre alla stessa ora, sempre nello stesso punto incontravo una lucertola che puntualmente fuggiva al mio passaggio. Ho iniziato a parlare con lei, avevo bisogno di sfogare il mio tormento. La lucertola si è rivelata il mio guru! Mi ha aiutato, non a superare la mia inquietudine, ma a farci pace, ad osservarla all’interno di un panorama filosofico molto più vasto.

Io stesso non capisco ancora che libro abbia scritto; ma di sicuro si snoda in una indagine filosofica molto rigorosa, che dalla mia vicenda individuale, raggiunge un discorso su tematiche universali. Su tutte aleggia lo spirito di Socrate, con il suo “non sapere”, il senso del mistero, fino alla mia invocazione a farmi “Nulla”.

L’Arte, la Musica, la Danza, la Letteratura, nascono sempre da un tormento. Solo se ti senti inadeguato, confuso, se hai sofferto per amore, solo se vivi la precarietà dell’esistere, hai qualcosa da dire, cerchi una luce, e vuoi condividerla col mondo.

C’è un passaggio che è uno dei momenti più intensi del libro dove io riconosco di aver ucciso una lucertola, perchè da piccolo che l’avevo messa in un barattolo, l’avevo osservata per tutta la notte nella sua bellezza e l’avevo dimenticata nel barattolo.

Il mattino dopo mi accorgo che è senza vita e quindi preso da un violento senso di colpa, capisco che si può fare del male anche a ciò che si ama tenendolo chiuso in una gabbia.

E’ una riflessione filosofica sul concetto di equilibrio che viene proprio da uno squilibrato. Io cerco un equilibrio e alla fine del racconto capisco che è meglio conservare e fare pace con il nostro squilibrio.

Questo testo è diventato il manifesto degli squilibrati che si avvicinano e che io riconosco proprio da questi piccoli lampi di disorganizzazione interiore che leggo nella profondità dei loro occhi.
L’Equilibrio della lucertola” è il trionfo della vita, l’accettazione e la salvaguardia della propria fragilità e follia.

Clicca qui per maggiori informazioni sul libro.

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