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GIOVANNI ALLEVI, TRA MUSICA E FILOSOFIA

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Giovanni Allevi: Il significato della musica

Quello che ascoltiamo quotidianamente spesso ci lascia un senso di vuoto, perchè è il frutto di menti sì talentuose, ma che non hanno una visione. Quindi cerchiamo di colmare la mancanza di orizzonte nella Letteratura o nella Filosofia. Senza questa preziosa disciplina la nostra concezione della vita resta imbrogliata nell’utilitarismo e nella logica dei numeri.

Per questo motivo penso che non solo ci sia bisogno di laureati ma di filosofi, perchè la realtà non possiamo più permetterci di subirla. Dobbiamo plasmarla secondo nuove visioni.

Gli attacchi dal mondo accademico, le incomprensioni, i giudizi esterni, la voglia di isolarmi, la voglia di infinito, sono tutti elementi che, grazie alla filosofia, riesco a percepire in un’ottica molto più allargata e universale. Allora il dolore lascia il posto alla tenerezza.

La musica è un’armonia unica,  ma è nascosta, e si manifesta attraverso piccoli frammenti sparsi. A me sta il compito di ricostruirne l’insieme, svelando ciò che prima era invisibile.

Grazie alla Filosofia ho potuto mettere a fuoco la mia piccola rivoluzione “musicologica” (la Classicità come forma, lo Spirito del Tempo sempre nuovo, lo statuto ontologico della musica).

E’ possibile che le mie idee facciano fatica ad essere accolte, ma per me è molto importante essere riuscito ad esprimerle.

Studiare Filosofia per me e’ stato fondamentale, in tutti i sensi.

Studiare certi concetti della filosofia come quella di Hegel, aiuta. Mi ha aiutato ad entrare in certe pieghe della musica e a capirne l’essenza, e ho capito che se non si ha una forma intellettuale forte, si viene schiacciati, almeno questo e’ quello che ho capito io.

Io ho sempre messo davanti la musica. La musica è tutto. Per me quella è l’essenza, tutto il resto è superfluo.

Io sono lì e come un umile servitore, mi spremo l’anima affinchè si esprima.

Dobbiamo fare in modo che la nostra unicità, la nostra inclinazione, il nostro talento si esprima morbidamente purchè si possa muovere in modo libero dai condizionamenti, dai pregiudizi.

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